Рождение Христа было одним из любимых сюжетов картин на протяжении долгих веков. Художники из разных эпох и стран посвящали себя работе над полотнами появления Спасителя. Символика и стиль несколько менялись с течением времени, каждый художник пытался по-своему интерпретировать сцену появления младенца. И несмотря на это, многие символы, даже если о них не говорится напрямую в Евангелие, стали общей частью художественной традиции изображения сцены рождения Христа. Так, например, бык и осёл, которые согревали новорождённого в пещере, в теологической интерпретации первый указывает на языческие народы — быкопоклонников, а второе животное своим главным качеством, упрямством, намекает на еврейский народ, который отказывался принять Миссию. Есть и другая, историческая точка зрения, где говорится, что на осле передвигалась Мария, а бык был нужен Иосифу, чтобы заплатить налоги. Историк Мишель Пастуро в своей работе (Animali celebri, Giunit, 2010) говорит, что осёл может быть прообразом ослицы, на которой Иисус въедет в Иерусалим. В средние века это животное считалось символом невиновности, так деревянную фигуру выносили в Пальмовое воскресение.
И всё же рождественская сцена, несмотря на некоторые вариации, останется неизменной на многие столетия, где Мария, лежащая рядом с младенцем в пещере, сам Христос на полотне, Иосиф, изображённый стариком, немного поодаль, погруженный в свои мысли, и наконец, ангелы — вестники радостного события.
«От ночи бессознательности пробудившись к жизни, воля видит себя индивидуумом в каком-то бесконечном и безграничном мире, среди бесчисленных индивидуумов, которые все к чему-то стремятся, страдают, блуждают; и как бы испуганная тяжёлым сновидением, спешит она назад к прежней бессознательности. Но пока она не вернётся к ней, её желания беспредельны, её притязания неисчерпаемы, и каждое удовлетворенное желание рождает новое. Нет в мире такого удовлетворения, которое могло бы утишить её порывы, положить конец её вожделениям и заполнить бездонную пропасть её сердца…» (Из «О ничтожестве и горестях жизни» А.Шопенгауэр)
Il nostro volto è la parte del corpo forse più imbarazzante, perché possiamo vederlo solo riflesso in uno specchio, mai direttamente. È qualcosa che, in genere, vedono gli altri, non noi. E questo ci causa un certo comprensibile disagio…
Il nostro volto contiene un centinaio di muscoli che quotidianamente utilizziamo, contraendoli e rilasciandoli in continuazione. A ogni stimolo forte che ci colpisce in maniera sensibile, i muscoli si contraggono; se lo stimolo è tenue e piacevole, i muscoli si distendono.
Ognuno di noi ha un suo modo particolare di reagire davanti alle sollecitazioni della Vita, alle gioie, ai dolori, alle delusioni, alle sconfitte, alle vittorie e alle nostre stesse pulsioni interne. Il nostro viso diventa in tal modo, con il trascorrere degli anni, il risultato di una accumulazione del nostro vissuto quotidiano. Si dice che da bambini il nostro volto è opera di Madre Natura, mentre con l’avanzare degli anni — soprattutto dopo i quaranta — il volto diventa una nostra personale, sia pur involontaria, creazione.
La bocca, gli occhi, il naso, le orecchie e ogni nostra ruga ci smascherano, mettono a nudo ciò che realmente siamo.
La fisiognomica studia dunque i dati caratteriali di una persona attraverso l’aspetto fisico, ed in particolare i tratti del viso. Ogni parte del volto ci svela qualcosa, ma bisogna saper osservare con attenzione. Partiamo dai capelli.
CAPELLI: Indicano la nostra capacità di resistenza alla fatica e alle emozioni. Se abbiamo capelli grossi, consistenti, probabilmente siamo persone dotate di forza di volontà e abbastanza forti emotivamente. Al contrario, avere capelli piuttosto fragili denota una forte sensibilità, ed anche poca resistenza allo stress.
La FRONTE indica invece quanto siamo intelligenti e aperti alla Vita. Una fronte con attaccatura alta e piuttosto tonda appartiene ad una persona molto socievole, che ci tiene all’amicizia. In genere chi tende a sognare ad occhi aperti ha una fronte bombata. Avere una fronte piatta è tipica di chi è molto pratico e materialista. Una fronte sfuggente denota grandi ambizioni e una certa impulsività. Avete una fronte larga alla base ma stretta in alto? Può significare che siete persone geniali e molto capaci.
Le SOPRACIGLIA stanno ad indicare le caratteristiche del temperamento. Se abbiamo sopracciglia che formano un piccolo ponte in mezzo alla fronte allora probabilmente siamo persone possessive nei confronti di chi amiamo e manifestiamo spesso la nostra gelosia. Le sopracciglia arcuate svelano un temperamento passionale, che si entusiasma subito per quello che fa. Se le sopracciglia sono distanziate tra loro e dritte vuol dire che siamo persone molto sensibili e attente agli altri.
E veniamo agli OCCHI, da sempre considerati “lo specchio dell’anima”, poiché esprimono le emozioni che proviamo. Difficilmente gli occhi possono mentire. Chi ha gli occhi grandi è di sicuro più estroverso di chi li ha piccoli. Chi ha uno sguardo sfuggente che non si fissa mai in un punto denota una personalità poco incline ad assumersi impegni e responsabilità. Chi ha uno sguardo penetrante e fermo quasi sicuramente è una persona sicura e determinata.
E chi ha gli occhi rivolti all’insù, come quelli di un gatto? Tipici di una persona molto decisa ma nello stesso tempo opportunista. Occhi diversi uno dall’altro sono tipici di chi riesce a trovare soluzioni originali e vedere la realtà da diversi punti di vista. Avere occhi vicini significa possedere un carattere insicuro e dipendente dagli altri, dal giudizio della famiglia, che in genere si appoggia a chi è più forte per lasciarsi proteggere.
Occhi distanti denotano una persona equilibrata e aperta, piuttosto tollerante con tutti. Occhi molto lontani? Forse siamo un po’ ribelli, e ci teniamo troppo alla nostra libertà e indipendenza. Anche il colore degli occhi può avere un preciso significato.
COLORE DEGLI OCCHI: Occhi di colore verde: indicano una persona creativa e fantasiosa; occhi azzurri: appartengono di solito a persone superficiali che non amano le relazioni troppo impegnative; occhi grigi: forse tipici di una persona troppo razionale; occhi neri: è raro trovarli, ma in genere denotano una grande passionalità, per cui se abbiamo una relazione con una persona con occhi di questo colore prepariamoci ad una grande passione; occhi blu: esprimono una dolcezza molto rara; occhi marroni: in base alle sfumature, possono appartenere a persone fredde o generose nei sentimenti.
Наше лицо является одной из самых скрытных частей тела, потом как его мы можем увидеть лишь как отражение в зеркале и никак напрямую. Его видят окружающие, но не мы. И конечно, это создаёт некоторые неудобства.
Наше лицо состоит из множества мышц, которые усердно работают на протяжение каждого дня. На каждый сигнал извне происходит сокращение или расслабление разных мышц. Всё зависит от индивидуальных особенностей восприятия жизненных испытаний. С годами наше лицо накапливает каждодневный опыт. И если про детское лицо говорят, что это результат работы матери природы, то с возрастом лицо становится отражением жизни. Рот, глаза, нос, уши, каждая морщина выдаёт то, кем мы являемся на самом деле.
Физиогномика изучает характер человека через его тело, а конкретно через лицо. Каждая часть его о чём-то говорит. И для того, чтобы разбираться в этом необходимо для начала тщательно наблюдать. Итак, начнём с волос.
Волосы демонстрируют наше умение противостоять трудностям и эмоциям. Если у вас густые волосы, то скорее всего вы обладаете волей и вы легко возбудимы. И наоборот, если волосы тонкие — вы очень чувствительный человек и мало устойчивы к стрессу.
Каникулы в Москве прошли быстро и безболезненно. Суматошный и красивый город. Зима слегка пощипала за щёки, временами моросила. Оружейная палата удивила размахом и богатством коллекции. Туристическая программа по увеличению казны за счёт покупки сувениров благополучно была выполнена. Все остались довольны, особенно китайская группа.
Oggigiorno chi corteggia
incontra sempre più difficoltà
coi verbi al congiuntivo
Quindi è tempo di riaprire
il manuale di grammatica
che è, molto educativo
Gerundio imperativo
e infinito indicativo
molti tempi e molte coniugazioni ma…
Il congiuntivo ha un ruolo distintivo
e si usa per eventi
che non sono reali
E’ relativo a ciò che è soggettivo
a differenza di altri modi verbali
E adesso che lo sai anche tu
non lo sbagli più
Nel caso che il periodo sia della tipologia dell’irrealtà (si sa)
ci vuole il congiuntivo
Tipo se tu avessi usato
il congiuntivo trapassato
con lei non sarebbe andata poi male
condizionale
segui la consecutio temporum
Il congiuntivo ha un ruolo distintivo
e si usa per eventi
che non sono reali
E’ relativo a ciò che è soggettivo
a differenza di altri modi verbali
E adesso ripassiamo un po’ di verbi al congiuntivo
che io sia (presente)
che io fossi (imperfetto)
che io sia stato (passato)
che fossi stato (trapassato)
che io abbia (presente)
che io avessi (imperfetto)
che abbia avuto (passato)
che avessi avuto (trapassato)
che io… vorrei
Il congiuntivo
come ti dicevo
si usa in questo tipo di costrutto sintattico
Il tentativo è quasi riflessivo
descritto dal seguente esempio didattico
«L’inizio dell’arte d’avanguardia si fa risalire agli impressionisti non solo per le novità linguistiche e tematiche della loro pittura: Essi non determinarono semplicemente una rottura con le norme estetiche dell’accademia – scrive Fitzgerald. – Sarebbero forse rimasti poco noti come erano verso il 1870. Accopiando la loro nuova estetica con la fondazione di un sistema commerciale e critico di supporto alla loro arte, essi non solo crearono il movimento dell’Impressionismo, ma le condizioni materiali per lo sviluppo dei movimenti moderni che avrebbero dominato l’arte del XX secolo. Verso il 1890, gli sforzi concertati degli impressionisti (otto le mostre organizzate a Parigi, dal 1874 al 1886), dei critici amici (come Castagnary, Duranty, Chesneau e Zola), dei primi collezionisti e del loro principale mercante, Paul Durand Ruel, arrivano a creare una rete internazionale, che negli anni successivi determinerà il grande successo culturale ed economico del movimento. PaulDurandRuel (1831-1922) rappresenta il prototipo del nuovo mercante innovatore, allo stesso tempo sul piano delle scelte artistiche e su quello delle strategie commerciali. Dopo aver lavorato nella galleria del padre, alla fine del 1862 ne eredita l’attività, sviluppando in particolare un interesse per Courbet e per gli artisti della scuola di Barbizon (Daubigny, Diaz de la Pena, Millet e Theodore Rousseau, di cui compra in blocco settanta quadri). Il suo rapporto con gli impressionisti incomincia nel 1870 a Londra, dove, tramite Daubigny, conosce Monet e Pissaro. Questi vengono inclusi nella prima mostra della sua galleria londinese, dove sucessivamente, nel 1872, espongono anche Manet, Degas, Renoir e Sisley. Nello stesso anno DurandRuel acquista, nello studio di Manet, ventitré opere, base del primo stock di opere della nuova tendenza. Dopo una grossa crisi finanziaria che lo costringe a vendere gran parte delle opere del suo magazzino, verso il 1880 ricomincia a comprare opere degli impressionisti. Nel 1886 organizza a New York la prima mostra degli impressionisti all’American Art Association e subito dopo apre una sua succursale nella città americana (dopo il 1888 sarà diretta dai suoi figli). È grazie al mercato americano che ottiene i suoi maggiori successi economici. Queste sono in sintesi le caratteristiche innovative della sua attività: 1. Interesse per la valorizzazione di una nuova pittura non ancora richiesta dal mercato. 2. Volontà di avere il monopolio su questa produzione artistica (per controllare e imporre le quotazioni), attraverso l’accumulazione di opere in magazino e la stipulazione di contratti con i suoi artisti (anche se solo tramite accordi orali e spesso con grandi ritardi di pagamenti). 3. Allestimento di una serie di mostre personali, dal 1883, cosa che rappresentava quasi una novità assoluta. 4. Apertura di proprie filiali all’estero e organizzazione di mostre anche in altri spazi espositivi (Londra, Bruxelles, Rotterdam, Boston) per costruire un mercato internazionale. 5. Valorizzazione critica della nuova arte attraverso la fondazione di riviste, sia pure di breve durata : “La Revue internazionale de l’art et de la curiosité” (1869) e “L’art dans les deux mondes” (1890-1891). Con la crescita del successo degli impressionisti, la sua posizione di monopolio è subito messa in crisi dalla concorrenza di altri mercanti. Per esempio GeorgePetit, che fonda nel 1882 la sua Expositioninternationale, in eleganti spazi, e incomincia ben presto ad avere rapporti con impressionisti come Monet. Tuttavia la strategia commerciale e critica di DurandRuel si può considerare come il modello di riferimento su cui si strutturerà il nuovo mercato d’avanguardia internazionale…»
Da «Il sistema dell’arte contemporanea» Francesco Poli, Editori Laterza, 2011