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Hi! Today I found some interesting quizzes. Let’s do it together. First, we make an exersice with  matching the words and phrases with their definitions. After that we try  to remember new words from tabs. Here we go!

1) to avoid

2) in advance

3) to run a risk

4) a dilemma

5) to look into a matter

6) to approach

7) to conceal oneself

8) to expel

9) That will do.

10) to take some action

11) to look in a queer way

12) a lost man

13) to profit by

14) to put off

a) to prevent smth from happening

b) to hide oneself

c) a very difficult situation; a hard task to solve

d) That’s enough.

e) todismiss officcially from school, college

f) to look in strange, unnatural way

g) to start doing

h) to face danger

i) ahead; beforehand

j) to reach; to come closer

k) to investigate the matter

l) to get (gain) advantage from

m) a man without any hope or future

n) to move to a later date; to delay

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Incontri con stranieri/ Встречи с иностранцами / диалоги

Inostr_600x450Lezione undici.

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Incontri con stranieri.
Prima parte.
Qui a Venezia si sentono le lingue dei tutti paesi del mondo. Oggi pomeriggio porterò una coppia tedesca a Ca Rezzonico e alla chiesa dei Frari. Domani arriverà un gruppo di turisti americani in un albergo qui vicino. La direzione mi ha detto che rimanderà qui. Io e miei colleghi li partiremo a fare il solito giro del Canal Grande. Ma anche dei clienti italiani. O, ci ne sono due in arrivo una coppia di mezz’età. Lui le parla sottovoce e le offre il braccio per scende lo scalino.
Seconda parte. In gondola.
- Sa che i nostri vicini di camera sono greci. Sono arrivati ieri e partiranno fra una settimana per Parigi. – Hai parlato loro in Italiano? – Sì, lo sanno un po’ tutti i due. – Sei contenta di questo giretto in gondola? – Sì, è proprio un regalo romantico per il mio compleanno. – Ecco il Ponte di Rialto. – Perché non scendiamo qui? Vorrei vedere il mercato di pesce.

- Fa troppo caldo adesso. Ci tornerete domani mattina tu e i ragazzi mentre io scriverò rapporto sul caso perone. – Ma domani partiamo per Firenze? – O che testa! – Allora adesso andiamo a Rialto.
Al mercato dei pesce.
- Gamberetti, cozze, vongole, roba fresca pescata sta notte. – Quanto vengono gli scampi? – Tutto a buon mercato. Quanti ne vuole? – Mezzo chilo e due belle sogliole. – Pesce di prima qualità. Ce ne per tutti.Due bel pesce da fare in bianco, signora? – No, grazie, siamo solo di passaggio qui. – Scusi, sa da che parte dobbiamo andare Ca’Pesaro? – Sì, andate fino in fondo alla pescaria e girate a sinistra dopo il ponte, poi domandate di nuova.
Alla fermata del vaporetto.
- Dove si fanno i biglietti? – Qui alla fermata, prima di salire. – C’è una signora francese che non lo sa e fa una gran confusione. Come si dice “pagare prima” in Francese? – Come sei agitata Maria-Teresa! Non vedi il biglietario le ha già dato il biglietto e lei ha fatto un bel sorriso. – Ecco il vaporetto. Ma ci hanno sbarcato il passaggio. Che cosa vuol dire? – Calma, calma. Vuol dire che prima scenderanno gli altri passeggeri e poi ci apriranno il passaggio e saliremo noi.
Di ritorno dal Lido.
- Finalmente ho fatto una bella nuotata e ho preso un po’ di sole. – C’è un signore che ti fa cenno  di saluto. Lo conosci? – Dove? È un inglese che sta in nostro albergo. Le ho parlato sta mattina a colazione. – In Inglese? – Si capisce, lo so abbastanza bene ormai. – Già è vero. Tu e papà avete il dono delle lingue. Quanti ne sapete? – Sappiamo l’Inglese e il Tedesco e papà sa anche l’Olandese e lo Spagnolo.
Terza parte. Una guida in San Marco.
- Prego signori, da questa parte i mosaici si vedono meglio di qui. – Scusi, quanti ce ne sono? – Ce ne sono cinque sulla facciata esterna, uno per ogni arca. – Di che stile la basilica? – Un momento, per favore. La signorina tedesca mi ha chiesto qualcosa. – Anche questi signori spagnoli vogliano fare una domanda. – Calma, calma, una lingua per volta. – Che poliglotta! Quante lingue sa Lei?
A Esolo.
- Allora chi viene a fare un giro a motoscafo? – Non so. Rosella mi ha detto che resterà a Mestre tutto il giorno. – Le hai parlato stamattina? – Sì, dieci minuti fa al telefono. – E Marco? – Non gli ho ancora telefonato, ma deve essere occupato oggi. – Non conosci altre persone qui a Esolo? – Ne conosco tante. Proverò  telefonare a due francese che ho conosciuto la settimana scorsa.

Compere a Venezia. Покупки в Венеции. Осваиваем диалоги.

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Compere a Venezia.
Prima parte.
– Come è bella a Venezia. Non ci sono mai stato prima.  Oggi  pomeriggio ho fatto un giro in gondola sul Canale Grande. Ho visto dei palazzi magnifici e gli ho fotografati.  Ora sono venuto in piazza San Marco.  Sono le cinque e ho un appuntamento tra un’ora con altri.  Loro conoscono già a Venezia. Papà e mamma l’hanno visitata dieci anno fa. E Giovanna ci viene qualche volta a trovare una amica. Perciò loro hanno deciso di andare a far compere tutto il pomeriggio. A proposito ho bisogno di una pianta della città. Ne ho una ma l’ho dimenticata a Roma sulla scrivania. E la mamma ha detto che ho bisogno di pantaloni e camice. Beh!  Faccio un po’ di compere anche io.
Seconda parte. Alberto fa il turista.
– Buongiorno, vorrei una cartina di Venezia. – Con la guida della città inclusa? – No, solo la cartina. Ma un po dettagliata. – Ne abbiamo solo un tipo così. Grande a due colori. Ne ho visto altre più piccole in giro. – Ma non sono molto chiare. – Allora, prendo questa. Vorrei anche una pellicola a colori. – Stampe o diapositive? – Diapositive. Trenta sei pose.
In un negozio dell’abigliamento.
– Vorrei un paio di pantaloni e qualche camicia. – Che misura porta? – Quaranta sei di pantaloni credo e trenta otto di camicia. – Guardi questo tipo di pantaloni. Ce i molti colori. – Posso provare un quaranta sei blu? – Sì, certo. Ne provi anche un paio più piccolo. Lei è più tosto magro. – Va bene. – Io in tanto tiro fuori le camice. – Manica lunga? – No. L’ho sempre presa con manica corta per l’estate.
Per il compleanno della mamma. 
– Ciao papà, dove sono le donne? Le ho lasciate a fare le loro spese. Hanno detto, “Veniamo subito”.  Allora, vuoi dire tra mezz’ora. Noi tanto possiamo cercare la borsa per il compleanno della mamma. – Sì, ne ho vista in un negozio lì all’angolo. – Hai chiesto quanto costa? – No. Entriamo. – Buongiorno, signori. – Vorremo sapere il prezzo di una borsa. –  Quale? – Quella a marrone in vetrina. Costa cento mila lire. – ‘E troppo. – A qualcosa di meno caro? –  Se vengono da questa parte possono vedere quelle di vitello. Costano dalle quaranta mila e in su. – Va già meglio. Che ne dici, Alberto? – Benissimo, facciamo così. Tu prendi la borsa e io il portafoglio di pelle dello stesso colore. – Buona idea.
L’appuntamento.
– E poi dite che io ho la testa nelle nuvole. Siete in ritardo di tre quarti d’ora. – Abbiamo pensato ai regali per tutta la famiglia di Marino. – Beh, diciamo la verità. Per Marino sua sorella è sua madre. – Due ore per così poco? – Ma Paolo,  primo abbiamo guardato in due o tre negozi, poi abbiamo scelto. E voi da dove venite con tutti questi pacchi. – Alberto, hai preso le camice? – Sì, ne ho prese tre e anche un paio di pantalone.  – E nell’altro sacchetto che cosa c’è? – Niente di speciale. Ci sono una pellicola e cose varie.
Terza parte. Sul vaporetto.
– Viene spesso a Venezia Lei? – No, è la prima volta. – Che ne pensa? – Mi piace molto.  L’ha visitata tutta? – No, sono stata solo in piazza San Marco. – E i palazzi sul Canale Grande? – Non li ho ancora visti, ci vado adesso.
Usciamo.
– Hai chiesto alla zia se viene? – Sì, ma ha detto che troppo stanca. – Allora, che cosa facciamo? – Usciamo lo stesso. Facciamo un breve giro nei negozi  e torniamo presto. – D’accordo, hai preso i soldi? Oh, no, gli ho lasciati in camera. – Vado a vedere. Hai le chiavi? Oh, no le ho dati alla zia.

Un viaggio in treno. Осваиваем диалоги. Путешествие на поезде.

Lezione nove. Nona lezione.
Un viaggio in treno.
Prima parte.
Siamo sull’espresso Torino-Milano-Venezia che proprio affollato oggi. ‘E solo giovedì. Ma c’è un mucchio di gente che fa il ponte fino a domenica e va trovare  i parenti e gli amici. Per fortuna siamo arrivati alla stazione presto. Giovanna no ha prenotato i posti quando è andata a comprare i biglietti. Ma siamo stati fortunati e abbiamo trovato questi qui vicino al finestrino. Dove sono andati Paolo e Alberto? Forse sono usciti nel corridoio a fumare e a chiacchierare.
Seconda parte. Alla biglietteria.
– Quattro biglietti di secondo classe per Venezia. – Andata e ritorno? – No, solo andata. Supplemento rapido? No, prendiamo l’espresso. Dobbiamo prenotare i posti? – Come crede, se vuole le cuccette, è meglio prenotare. – No, viaggiamo di giorno. C’è il vagone ristorante? – Signorina, c’è un mucchio di gente che aspetta. Queste cose si chiedono al ufficio informazione. – Oh, scusi, ci vado subito. Dov’è? – Di fronte al giornalaio.
Alla stazione di Verona. 
– Scusi, questi posti sono prenotati? Non credo, e signore che è salito con noi a Torino è sceso a Milano. – Bene, Angela, ho trovato due posti. Scendo a prendere le valige. – Che fortuna trovare ancora posto all’ultimo momento. Ah,  ecco qui tutto sistemato. Scusi, c’è un vagone ristorante sul treno? Sì,  ma e due turni del pranzo sono già finiti. – Forse vendono dei cestini da viaggio. – Trovi  a chiedere a ragazzo che vende le bibite e i panini. ‘E appena passato.

Che rabbia.

- Biglietti, prego. – Mia cugina ed io non abbiamo il biglietto. Siamo saluti a Verona all’ultimo momento. – Allora, devono fare il biglietto adesso.  Dove vanno? – A Torino? – C’è anche la multa da pagare. – Io pago il biglietto e niente altro. – Che dice? – Dico che pago il biglietto e niente di più. – Ma conosce il regolamento. – Ma che regolamento? Che storia sono queste. –  Mi dispiace, signore, se non paga loro devono scendere alla prossima stazione. – Giuseppe, il controllore ha ragione. E inutile discutere. Paghiamo e basta.
Scendendo alla stazione di Venezia. 
– Che sollievo, un altro viaggio in treno è finito.  – Un momento, calma, primo svestiamo i bagagli. – Dov’è papà? – Non è ancora sceso. Ha attaccare battone con il signore senza il biglietto. Sono tutte i due diffusi dell’inter. – Oh, dio, proprio adesso. Allora, tu e Giovanna cominciate a portare qualche valigia al deposito bagagli. – E poi andiamo al ufficio prenotazione alberghi. – Dov’è che trovare almeno un albergo di seconda. Conoscete papà e suoi gusti. – Chi sa che cosa troviamo con questo ponte di fine settimana.
Terza parte. Rapido o espresso. 
– Milano, seconda classe supplemento rapido. – Questo rapido non porta la seconda classe. – Devo fare biglietto di prima? – Sì. Oppure prende l’espresso che parte dieci minuti dopo. – E quando arriva a Milano? – Ci arriva mezz’ora dopo il rapido. – Allora prendo il rapido prima classe. Da che binario parte? – Dal binario diciassette.
La fine del viaggio.
– Finalmente siete arrivate. Come avete viaggiato? – Oh, Dio, siamo state proprio sfortunate. Il treno è partito con tre quarti d’ore di ritardo. – Ma dov’è tua mamma? – ‘E ritornata di vedere se abbiamo dimenticato qualcosa nello scompartimento. – Perché? Il bagaglio non è tutto qui? – Ma sai come la mamma vuole assere proprio sicura. – Avete pranzato nel vagone ristorante? – No, abbiamo comprato dei cestini da viaggio.

Un appartamento in affitto. Осваиваем диалоги. Ищем жильё в аренду

Audio

Michele: Ciao, Ugo.
Ugo: Oh, ciao, Michele, come stai?
Michele: Bene, grazie, e tu?
Ugo: Benissimo, grazie. In che cosa posso esserti utile?
Michele: Cerco un appartamento e Giulia mi ha detto che magari potresti aiutarmi.
Ugo: Certo, senz’altro. Che cosa cerchi?
Michele: Qualcosa di non troppo caro.
Ugo: A Roma! Non è facile!
Michele: Non deve essere grande.
Ugo: Ora guardo che cosa abbiamo.
Michele: Grazie, sei molto gentile.
Ugo: C’è un appartamento libero nello stabile dove abito io. è un miniappartamento al quinto piano.
Michele: Potrebbe andare.
Ugo: Non è molto caro perché l’edificio è vecchio e l’ascensore è sempre guasto!
Michele: Le scale fanno bene alla salute!
Ugo: Ecco l’ingresso e l’angolo-cottura. C’è posto per un piccolo tavolo e una sedia. La cucina è ben attrezzata: lavello, forno, lavastoviglie, frigorifero, e forno a microonde. È piccola, ma c’è tutto il necessario. E qui c’è il salotto con il divano-letto. Qui c’è il bagno: doccia, lavabo, bidet, e WC. Qui c’è lo scaldabagno elettrico per l’acqua calda.
Michele: C’è il riscaldamento centrale?
Ugo: Sì. E l’appartamento è abbastanza luminoso.
Michele: Non c’è la lavatrice?
Ugo: No, ma c’è una lavanderia a due passi.
Michele: E quanto costa?
Ugo: 620 euro al mese più le spese. Ma siccome il proprietario ha fretta di trovare un inquilino, forse puoi trattare.

La  traduzione. Перевод

Michele: Привет, Уго.
Ugo: О, привет, Микеле, как дела?
Michele: Хорошо, спасибо, у тебя?
Ugo: Замечательно, спасибо. В чем могу быть тебе полезен?
Michele: Ищу апартаменты и Джулия мне сказала, что ты можешь помочь.
Ugo: Конечно, без сомнений. Что ищешь?
Michele: Что-то не очень дорогое.
Ugo: В Риме! Это нелегко!
Michele: Не должно быть большим.
Ugo: Сейчас посмотрю, что у нас есть.
Michele: Спасибо, ты очень любезен.
Ugo: Есть апартаменты в том же здании, где живу я. Миниапартаменты на пятом этаже.
Michele: Могли бы подойти.
Ugo: Не очень дорого потому что здание старое и лифт всегда сломан.
Michele: Лестница укрепляет здоровье!
Ugo: Вот прихожая и место для готовки. Место для маленького столика и одного стула. Кухня хорошо оборудована: мойка, плита, посудомоечная машина, холодильник и микроволновка. Маленькая, зато всё необходимое есть. А здесь зал с диваном-кроватью. Здесь ванная-комната: душ, рукомойник, биде и унитаз. Здесь электрообогреватель для горячей воды.
Michele: А отопление центральное?
Ugo: Да. Апартаменты достаточно освещены.
Michele: А стиральной машины нет?
Ugo: Нет, но постирочная находится в двух шагах.
Michele: Сколько стоит?
Ugo: 620 евро плюс расходы за проживание. Так как владельцу нужно быстро найти арендатора, возможно, обсудить цену.

Осваиваем диалоги. В гостинице. In albergo

Lezione otto. Ottava lezione. In albergo.

Prima parte.
Finalmente sono lontano dallo studio, dall’esami e dalla vita di città. Come si sta bene qui. C’è un gran silenzio e un bel celo azzurro. Dalla mia camera si sente profumo dei pini. E si vedono le montagne coperte di neve. Al nostro arrivo ieri abbiamo trovato subito l’albergo. Il portiere ci ha ricevuto molto gentilmente. E la cameriera ce ha accompagnato alle nostre camere.  Quella doppia ha il bagno. E quelle singole ha una doccia. Alberto ha preferito quello con il balcone. Ma io ho voluto questa qui perché le finestre danno verso le montagne. E si vedono le stazioni delle Seggiovie  e delle Funivie sullo sfondo.
Seconda parte. Lunedì all’arrivo.
– Buongiorno signore, dica. – Abbiamo prenotato tre camere. Tosi. – Tosi… Sì, una doppia e due singole. – Con bagno. – Abbiamo riservato la vent uno doppia con bagno e la trenta e la trenta otto singole con doccia. – Va bene. – Vuoi lasciare un documento, per favore. – Ecco, qui. – Può mandare i suoi bagagli. – Sì, ecco la cameriera con le chiavi. Signorina, per favore, accompagni i signori. – A che ora è la colazione? – Di solito si fa colazione dalle otto e alle nove e mezzo. Si pranza all’un e si cena alle otto.
Martedì mattina. La prima colazione. 
– Avete già fatto la colazione, tu e Alberto? – Sì, alle otto in punto. – Come siete mattinieri. – Che cosa c’è di buono? Potete ordinare del miele squisito. – Bene. Tè o caffè  Maria Teresa? – Caffè latte, grazie. Hai dormito bene Giovanna? – Sì, ieri sera ho guardato la televisione e ho aspettato la communicazione con Firenze fino alle undici. Poi ho dormito come un ghiro. – Cameriere. Senta, per favore. Due caffè latte, pane tostato, burro e miele. – Paolo, i ragazzi possono andare a fare quattro passi mentre ce aspettano. – D’accordo. – Vi aspettiamo alla stazione dello schi lift la giù. Non vedo l’ora di essere scialici.
Mercoledì. Un ben guaio.
– Senta, per favore. Può aggiungere una coperta sul letto? Di notte c’è molta umidità. Sì, signore. Ha ragione, la metto per stasera. – Sì, sì. Finisca oppure la camera adesso. E scusi, come funzione all’acqua calda dell’andino. – Apra il rubinetto e la lascia per due o tre minuti. – Ho provato ma non ho avuto nessun risultato. Provi Lei. – Vediamo. Oh, il solito guaio. Devo chiamare l’idravlico. – Chiude il rubinetto in tanto. – Ho mamma mia, è rotto. – Metta la bacinella per terra e dica l’idravlico di venire subito a ha combinato un bel pasticcio.
Giovedì. Discussione. 
– Per quante giorni avete noleggiato lisci e o scarponi? – Per due settimane. Ti paga meno. Perché? – Perché io e papà vorremo fare qualche gita a piedi giù le lavale.  – ‘E una buona idea. Ma noi preferiamo sciare. – Ma Alberto ha fatto tutte le dicesse possibile. E tu, l’hai seguito da per tutto? L’ho so mamma, ma non siete contente tu e papà. Vi lasciamo soli. ‘E più romantico, no?
Terza parte. Uno spuntino.
– Desidera signora. – Un cappuccino. – E per il signore. – Un tè al latte.  Niente altro? – Vorremo anche del pane e del marmellata. Metta tutto in conto. – Il numero della camera, per favore. Venti cinque.
La partenza.
– Vorrei il conto per le camere trenta due e trenta tre. – Lo preparo subito.  – Noi partiamo verso le cinque del pomeriggio. Sono libere le camere? Sì. Abbiamo fatto le valige. – Allo il ragazzo gli può portare giù. – Si può avere un taxi per le cinque? – Senz’altro, lo prenotiamo per telefono.

Il ragazzo della via Gluck

Il ragazzo della via Gluck

Мальчик с улицы Глюка

Questa è la storia di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.
Là dove c’era l’erba ora c’è una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai,
dove sarà?

Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse, vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico, non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose
che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar giù nel cortile!

Mio caro amico, disse, se qui sono nato,
in questa strada ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro io respiro il cemento.
Ma verrà un giorno
che ritornerò ancora qui
e sentirò l’amico treno
che fischia così, “wa wa”!

Passano gli anni,
ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa,
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici
che aveva,
solo case su case, catrame e cemento.

Là dove c’era l’erba
ora c’è una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.

La la la… la la la la la…
Eh no,
non so, non so perché,
perché continuano
a costruire, le case
e non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba

Eh no,
se andiamo avanti così, chissà
come si farà,
chissà…

Это – история об одном из нас,
Он тоже родился на улице Глюка.
В доме за городом
Спокойны были люди, которые работали.
Там, где была трава, сейчас – город.
И этот дом – теперь уже посреди зелени
Где будет?

Этот парень с улицы Глюка
Развлекался, играя со мной,
Но однажды сказал: еду в город,
И, когда говорил, плакал.
Я его спросил: друг, ты недоволен?
Поезжай, наконец, в город.
Там ты найдешь много вещей,
Которых не имел здесь,
Сможешь мыться, не выходя во двор.

Мой дорогой друг сказал: я здесь родился
И на этой улице остается мое сердце.
Но как делать, не понимая,
Что удача – с вами, которые остаетесь.
Босыми ногами бегать по лугам,
Когда я буду дышать цементом в центре.
Но однажды приедет тот,
Что еще сюда вернется,
И я услышу гудок поезда моего друга,
Который гудит так: “Ва, ва!”

Проходят года,
Восемь – это слишком долго,
Однако парень, который ушел по улице,
Не забыл свой первый дом
И с деньгами теперь может купить его.
Возвращается и не находит друзей,
Которые у него были,
Только дома, дома и цемент.

Там, где была трава,
Сейчас – город.
И этот дом – теперь уже посреди зелени
Где будет?

Ла ла ла ла ла ла ла ла
Eh no,
И не знаю, почему
Продолжают
Продолжают строить дома
Не оставляют траву,
Не оставляют траву,
Не оставляют траву,
Не оставляют траву.

И если так идем вперед,
Кто знает,
Чем все закончится,
Кто знает…

Автор перевода — ©Milena-cat

Осваиваем диалоги. In banca

Lezione sette. Settima lezione.(аудио здесь)  In banca.

Prima parte.
– Sta mattina devo andare in banca con Giovanna. Lei deve versare un assegno sul suo conto corrente. Ho dei fiorini ed anche delle sterline e dei franchi francesi rimasti da miei viaggi dal’estero. Gli vorrei cambiare in lire italiane. Tra pochi giorni partiamo per la montagna. Poi vogliamo visitare Venezia  il centro ed il sud dell’Italia.  Abbiamo bisogno di parecchi i  soldi. Per fortuna ho degli assegni turistici. Gli posso incassare da per tutto in Italia.  Ma bisogna fare in fretta. Le banche sono aperte solo dalle otto e mezzo al’uno e mezzo. Ed al pomeriggio no riaprono più, come una volta.
 Seconda parte. Allo sportello del cambio.
– Per favore, vorrei cambiare questa valuta. – Vediamo un po': fiorini, franchi, sterline altro? – Vorrei anche incassare questo assegno turistico. – Allora, ho bisogno di un documento. – La carta d’identita  va bene? – Come vuole. – O santo celo! Dov’è? Non la trova più! – Guardi con calma. – Ecco qui! – Almeno ho il passaporto. – Il suo indirizzo in Italia? – Posso dare quello di mia figlia a Torino? – Benissimo. Sia accomodi alla cassa. No, un momento! Firmi l’assegno, per favore. – O, scusi, dimentico sempre qualcosa. – La cassa è qui affianco. – C’è molta  coda. Non può fare tutto Lei? – No. Mi dispiace. Può ritirare i soldi solo alla cassa.
Un versamento.
– Tutto fatto, Giovanna. – E tu? – Ma che è? Sono ancora qui. Qualche volta faccio in un minuto. – Dipende dagli altri sportelli. Molti sono chiusi. – Mi aspetti? – Sì, ti aspetto all’uscita. – Desidera, signorina. – Devo versare questo assegno. – Sul libretto di risparmio? – No, lo verso sul mio conto corrente. – Ecco il modulo. La devo aiutare? – No, grazie. Faccio da sola. Dunque, numero dell’assegno, banca di emissione importo. Va bene così? – Perfetto. Passi alla cassa prendere la ricevuta.
Un incontro imprevisto. 
– Ciao, Franco. Come va? – O, Paolo, così e così. Lucia non sta tanto bene. – Che cose ha? – Una brutta influenza. – O, poveretta, come la capisco. Come fate per le vacanze? – Non so ancora. Per ora le bambine vanno al mare. E voi, quando andate via? – Lunedì prossimo. Hai molto da fare in banca? – Ho solo da ritirare del denaro. Non sto molto. Mi accompagni? – Sono per due minuti mentre aspetto  a Giovanna.
Alla cassa. 
Morretti. – Buongiorno signor Moretti. Vediamo. Sì, va bene. Come gli vuole i soldi? Due biglietti da cento mila, due da cinquanta mila, tre da dieci mila, due da cinque mila e il resto da mila. – Ecco qui. – O, scusi. Può cambiare questo biglietto da due mila. Vorrei venti moneti da cinquanta e dieci da cento. – Subito, signore. Ecco. Buongiorno.
Terza parte. Al cambio.
Vorrei cambiare cento mila lire in valuta estera. –  Aspetti un momento, signore. Chiamo l’impiegato. – Mi dispiace, ma ho fretta. – Allora, sia accomodi a questo sportello. Lo faccio io. – Grazie. Per favore Le cambi i franchi svizzeri. – Non abbiamo i franchi svizzeri in cassa. – O santo celo. Dove gli trovo a quest’ora? – Gli può cercare all’ufficio cambio della stazione. Chiude alle cinque.
 In un negozio del centro.
– Ecco il conto. Sia accomodi alla cassa. – Dov’è il cassiere. Non lo vedo. – O, scusi, ha ragione. Faccio io allora. – Accetta un assegno – No, accettiamo solo contanti qui. – Ma almeno un assegno turistico. Lo prende? – Sì, se ha il passaporto. – No, non lo porto mai in borsa. Ma ho la patente.

Gli avverbi

Наречия в итальянском языке для меня особенно трудно запоминаемы. Борюсь с этим как могу:)

Слева-направо, сверху-вниз:

О образе действия (Как?) : хорошо, плохо, так как,  охотно, нежно, сильно, …

О времени (Когда?): теперь, сейчас, сегодня, вчера, всегда, потом, иногда, …

О месте (Где?): здесь, там, там наверху, там, здесь внизу, повсюду, близко, снаружи, …

О количестве (Сколько?): слишком, мало, много, ничего, вполне, столько же, почти, …

Об утверждении: да, несомненно, безусловно, конечно, правда, действительно, …

Об отрицании: нет, не, даже не, тоже не, никогда, также не, …

О сомнении: может быть, вероятно, возможно, почти, примерно, …

Un viaggio. Осваиваем диалоги.

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 (аудио)

Prima parte. Salve. Sono Alberto. Finalmente arrivo anche io a Torino. E così conoscete la famiglia Tosi al completo. Mia sorella è una ragazza alta con i capelli castani e gli occhi azzurri. È molto vanitosa. Va pazza per i vestiti eleganti e i complimenti. Papà e mamma sono molto simpatici. Lui ha sempre la testa nelle nuvole. Lei è sempre occupata ricordare quello che lui dimentica. Uffa, questo viaggio in treno non finisce più. Da Roma a Torino ci vogliono otto ore con i rapido. E nello scompartimento fa un caldo da morire. No vedo l’ora di partire per la montagnia e di godere un po’ di fresco.
Seconda parte. Discussione in famiglia.
– Alberto, non mi piace proprio il tuo modo di vestire. – Lisciamo perdere la discussione, Paolo. Finiamo di decidere per il viaggio, invece. – Allora, siete d’accordo tutti per Cervinia? – Se voi preferite così. – Io preferisco Cortina. – Ma Maria Teresa capisci anche tu che troppo lontano? – Sì, sì, capisco. Comunque, mi piacciono di più le dolomiti. Ricordi il nostro viaggio di nozze? – O mamma, non vuoi vedere qualcosa di nuovo? E a Cervinia al meno possiamo sciare. C’è neve e state inverno. – Ci vuole molto da Torino? – Ci vogliono circa tre ore in pullman.
Andando alla agenzia di viaggi.
– Com’è romantica la mamma. – E com’è arrabbiato papà per il tuo modo di vestire.  – Che vuoi? Loro sono una altra generazione. – Allora, prenotiamo il viaggio in pullman per Cervinia e l’albergo a cominciare dalla settimana prossima. – Che cosa preferiscono papà e mamma? Pensione completa o mezza pensione? – Mezza pensione. Facciamo solo la prima colazione e la cena in albergo. – A proposito, dov’è questa agenzia? ‘E qui a due passi.
Alla agenzia.
– Vorrei prenotare quattro posti in pullman per Cervinia. – Per quando? Per lunedì. – Ha un orario? – Nei giorni feriali partono la mattina alle sei e tre quarti e alle otto e mezzo. Allora, partiamo alle otto e mezzo. Vogliamo anche prenotare un albergo.  – Che categoria: lusso, prima, seconda o pensione. – Prima categoria. C’è ancora posto. Possiamo telefonare. Negli alberghi di prima di solito c’è posto. –  E i prezzi? – Ecco l’oposcolo con i prezzi. – Come sono cari. – C’è sempre un aumento del venti percento nell’alta stagione. – Allora, è meglio seconda categoria, Giovanna. – Sì, ma primo chiediamo la mamma. Posso usare il telefono? – Prego.
La prenotazione.
– C’è molta neve a Cervinia in questa stagione. – Sì, tutte le piste sono in ottimi condizioni. – C’è anche una pista per pattinaggio. – Sì, e ci sono anche campi da tennis e piscine. E tutto scritto nell’opuscolo. — A, bene. Nel prezzo dell’albergo sono compresi schilift e seggiovie? – No, ma Lei può fare un abbonamento settimanale. ‘E molto conveniente. – Allora, Giovanna, tutto deciso. – Sì, seconda categoria,  due camere singole e una doppia per quindici giorni.
Terza parte. Alla stazione dei pullman.
– A che ora parte il prossimo pullman per Cortina? – Tra mezzora. – Quanto ci vuole di qui? – Ci vogliono circa due ore. – Vorrei prenotare due posti davanti. – Non è necessario, può fare il biglietto direttamente sul pullman.
Informazioni.
– Vorrei prenotare un albergo in montagnia per un mese. – Dove vuole andare? – A Cervinia. – C’è nave? – Sì, c’è molta neve a Cervinia e anche a Cortina. – Mia moglie preferisce Cervinia. – Quando vuole andare? – Il mese prossimo. – ‘E già bassa stagione? – No, a Cervinia l’alta stagione finisce a metà aprile.

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